
Le moderne società si sviluppano in un ambiente fisico soggetto a mutamenti
prodotti sia da processi naturali che dall'uomo.
Alcuni di questi processi sono indipendenti dalle attività umane (terremoti,
eruzioni vulcaniche, ecc.), altri hanno un'origine sia naturale che umana
(alluvioni, frane), mentre altri dipendono strettamente dall'azione dell'uomo.
Fra questi ultimi vi sono i processi industriali, che se da una parte
migliorano la qualità della vita, dall'altra provocano rischi più o meno gravi
per la salute e per l'ambiente.
La definizione di
rischio
Per rischio chimico-industriale ed ecologico si intende la probabilità che un incidente in uno stabilimento industriale o lungo una via di comunicazione provochino effetti tossicologici o energetici sulle persone e danni all'ambiente.

Questi effetti si possono manifestare in modi diversi:
Questi fenomeni sono sempre dovuti a cause
incidentali, spesso imputabili alla disattenzione o all'inesperienza degli
addetti e più raramente a guasti tecnologici o errori di processo.
Nell'ultimo decennio é decisamente aumentata
l'attenzione verso i rischi sanitari e ambientali, più prevedibili di quelli
naturali. Tuttavia il mondo industriale non potrà mai essere
totalmente sicuro e di conseguenza non esistono attività umane prive di rischio.
L'entità del rischio è variabile, in quanto delle migliaia di
industrie presenti sul territorio solo poche sono considerate altamente
pericolose, cioè in grado di provocare danni gravi in caso d'incidente.

Come termine di paragone per definire il massimo rischio atteso per gravità
ed estensione, viene preso un potenziale incidente
paragonabile a quello avvenuto presso l'ICMESA di Seveso nel luglio del 1976, quando
si verificò un grave rilascio di
diossina.
Le conseguenze di quell' incidente indussero gli stati
europei a predisporre la regolamentazione delle attività industriali più
pericolose, cioè quelle che possono provocare incidenti con conseguenze simili
a quello riscontrate in quell'occasione, definite
attività a rischio d'incidente
rilevante.
Le industrie a
rischio d'incidente rilevante
Le industrie a rischio d'incidente rilevante sono quelle in cui sono presenti determinate sostanze pericolose per l'organismo umano (sostanze tossiche) che possono essere rilasciate all'esterno dello stabilimento o che possono liberare grandi quantità di energia termica (sostanze infiammabili) o energia dinamica (sostanze esplosive).

Gli incidenti rilevanti si possono quindi definire come eventi che
comportano l'emissione incontrollata di materia e/o energia all'esterno dei
sistemi di contenimento tale da dar luogo ad un pericolo grave, immediato o
differito per la salute umana e per l'ambiente, all'interno o all'esterno dello
stabilimento.
Il miglioramento degli standard di sicurezza e la messa a punto di sistemi di
prevenzione e protezione previsti nelle normative per le industrie a rischio
d'incidente rilevante hanno lo scopo di ridurre il rischio agendo sia sulla
probabilità che accadano incidenti, sia sulla
mitigazione delle loro conseguenze.
I piani di emergenza
Poiché il rischio non può comunque mai essere azzerato, ai dispositivi tecnologici atti ad aumentare la sicurezza si associa un sistema di prevenzione per la popolazione residente nelle zone prossime agli stabilimenti e quindi più a rischio, costituito da un piano di emergenza interno ed uno esterno.

Quello interno viene messo in atto dal personale
dell'Azienda in caso d'incidente e quello esterno dalla Prefettura nel caso
che, nonostante l'attuazione del piano interno, le conseguenze dell'incidente
si manifestino all'esterno dello stabilimento.
Il piano di emergenza esterna individua, in base ai
dati forniti dal
gestore dello
stabilimento, le zone a rischio circostanti rappresentate da tre aree circolari
denominate di danno, di sicuro impatto e di attenzione.
Prevede inoltre, per ognuna delle tre zone, l'organizzazione dei soccorsi ed i
comportamenti da seguire.
|
SCENARIO |
COMPORTAMENTO DA
SEGUIRE |
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|
ZONA DI SICURO IMPATTO
|
ZONA DI DANNO |
ZONA DI ATTENZIONE |
|
|
Incendio |
Rifugiarsi
al chiuso o in posizione schermata da radiazioni termiche |
Rifugiarsi
al chiuso o in posizione schermata da radiazioni termiche |
Nessuna
particolare azione protettiva |
|
Rilascio
di sostanze tossiche
|
Se di breve durata rifugiarsi al chiuso |
Rifugiarsi
al chiuso o in posizione schermata da radiazioni termiche |
Rifugiarsi
al chiuso |
La familiarizzazione con questi comportamenti e la conoscenza della fonte di pericolo può contenere l'effetto panico in caso d'allarme migliorando l'azione di soccorso e l'efficacia del piano.
Gli incidenti nel
trasporto di sostanze pericolose
Anche nel caso di emissioni o sversamenti
durante il trasporto di sostanze pericolose si possono avere delle conseguenze
simili a quelle previste per gli incidenti che avvengono negli impianti
industriali.
La prevenzione può però essere affidata esclusivamente ai dispositivi di protezione
del carico in quanto non é possibile predisporre un piano di emergenza
per la popolazione potenzialmente esposta trattandosi di mezzi mobili.
Il rischio ecologico
Quando sostanze pericolose o tossiche possono
inquinare l'ambiente nei suoi più diversi aspetti (aria, acqua, suolo) si parla
di rischio ecologico.
Per questo tipo di rischio non é prevista una pianificazione d'emergenza;
tuttavia, anche se le azioni d'intervento riguardano essenzialmente la bonifica
dei siti inquinati, un piano di emergenza è necessario
per mettere in atto azioni sulle cause del rilascio e di contenimento della
diffusione e dispersione dell'inquinante nell'ambiente.